| La voce della nostra ombra – il secondo atteso romanzo di Jonathan Carroll |
| Scritto da Daniele Ferruccio Toscana |
| Giovedì 14 Gennaio 2010 13:48 |
Jonathan Carroll, autore dal cognome così evocativo, è stato definito come uno degli autori più apprezzati della narrativa fantastica contemporanea. Dal suo primo romanzo del 1980 (il paese delle pazze risate) si evince subito il suo stile. Carroll si destreggia egregiamente sulla linea di divisione tra fantasia e realtà, con uno stile molto coinvolgente reso ancor più avvincente dalla narrazione in prima persona.
Si narrano qui le vicende di Joe Lennox, un uomo tormentato da un'infanzia difficlie, segnata dalla scomparsa ravvicinata del fratello maggiore e della madre. Divenuto scrittore di successo Joe lascia l'America per Vienna; lì conosce Paul e India Tate, una coppia con cui trascorre dei momenti felici. I due diventano inseparabili amici di Joe, almeno fino al momento in cui lui e India si innamorano l'uno dell'altra. A breve Paul morirà d'infarto e per i due inizierà un incubo terrificante. Little Boy, il personaggio che Paul interpretava per scherzo quando si giostrava con i suoi giochi di prestigio, si presenta da loro con una serie di scherzi che li farà quasi impazzire. Joe tornerà in america nella speranza di far finire questa persecuzione, ma sarà costretto a tornare nel vecchio continente per correre in aiuto della povera ragazza.
Come definire questo romanzo è assai difficile. Non è un horror o un triller propriamente detti anche se Pat Conroy, autore de “il principe delle maree”, lo definisce a ragione “il romanzo più terrificante che abbia mai letto dai tempi di Bram Stoker”.
Immaginate di calarvi in un dramma sentimentale in cui vi innamoriate della moglie del vostro migliore amico e finiate per tradirlo. Solo così i vostri nervi sarebbero messi a dura prova. Carroll, abitante della terra di mezzo tra fantasia e realtà, si inventa una vendetta che arriva addirittura dall'altro mondo per rendere questa sua creazione terrificante sia dal punto di vista fantastico che reale. E' come sapere di esser braccati ma non avere idea in quale angolo buio controllare per sentirsi più al sicuro.
Il suo modo di scrivere è molto incisivo e graffiante e in ogni capitolo, riesce sempre a far leva sul nervo scoperto che stimolerà le vostre paure. Ha quella capacità che hanno in pochi di provocare la classica sindrome da ultimo capitolo “al prossimo giuro che smetto”. Non raramente capiterà poi, di soffermarsi un attimo con la mente e pensare: “e io che farei al posto loro?”. Non sempre le risposte che verranno potrebbero essere consolatorie.
Concludendo, era parecchio che non mi capitava di leggere qualche cosa di così appagante, uno di quei libri che quando finisce ti vien subito voglia di uscire per comprare qualche cos'altro dell'autore. In ogni caso, è un romanzo per gente dal cuore forte.
Commenti (1)
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[size=small]Ha quella capacità che hanno in pochi di provocare la classica sindrome da ultimo capitolo “al prossimo giuro che smetto”[/size]