| Avatar - James Cameron ci porta nel fantastico mondo di Pandora |
| Scritto da Daniele Ferruccio Toscana |
| Martedì 19 Gennaio 2010 14:45 |
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dello stesso regista, Titanic. Avatar a mio modo di vedere si pone appena sotto mezzo gradino di una pietra miliare come Guerre Stellari; non per particolari mancanze, ma solo perchè il primo rappresentava una novità assoluta. La trama inizialmente può apparire un po' scontata quasi un western se così vogliamo descrivere. Due civiltà vengono in contatto. La prima è quella umana circa 150 anni nel futuro, assetata di profitti e guadagni, individua un grosso quantitativo di un preziosissimo minerale sotto la superficie del pianeta Pandora. La seconda rappresentata dalle popolazioni autoctone, fieri guerrieri dalla carnagione blu e dai corpi alti, slanciati e muscolosi. Ovviamente com'è lecito pensare, il genere umano è la razza violenta. Sono finiti i tempi degli Alien e dei Predator, ultimante la tendenza nelle opere di fantascienza, è quella di rappresentarci come una popolazione aggressiva e spietata; del resto come dar torto a sceneggiatori e scrittori, basti vedere un telegiornale per rendersene conto. Detta così la trama può quindi sembrare una versione fantascientifica da “scoperta del nuovo mondo”. Prendendo ancora come paragone Star Wars, una grossa similitudine si può fare con gli effetti speciali. Cameron e il suo staff hanno migliorato tutte le tecnologie presenti sul mercato creando qualche cosa di totalmente nuovo. Per questo motivo le riprese di questo primo capitolo (ha annunciato da poco un seguito), sono durate ben cinque anni. Lucas, trent'anni fa nel medesimo modo, fece lo stesso creando una pellicola che ancora oggi ci fa rimanere a bocca aperta. Film come questi escono una volta ogni venti o trent'anni. Il cast è stato scelto con perizia, stando ben attenti nel prendere attori magari non con nomi roboanti, ma che sapessero fare bene il loro lavoro. Soprattutto per quanto riguarda gli indigeni l'importante non era avere una faccia conosciuta, ma professionisti seri che sapessero recitare e faticare. Essi sono stati sottoposti a duri allenamenti, chi come marine e chi quasi come acrobata o combattente shaolin. La colonna sonora è spesso un elemento dei film che passa in sordina quasi come il mediano di una squadra di calcio che si occupa del lavoro “oscuro”. A meno di una prestazione molto al di sopra delle righe si tende a dare il sei politico. Fortunatamente il nostro “giocatore” in questa situazione ha fatto la partita della vita. Coesistono praticamente due colonne sonore distinte, una per civiltà: a quella “umana” con toni imperialistici del tipo, fiato agli ottoni e rullate sui timpani, si contrappone una sinfonia di violini e suoni tribali con canti e cori predominanti. Il tutto, con lo scorrere del film e l'inevitabile conflitto si va a fondere creando qualche cosa di meraviglioso. In conclusione questo film è perfetto sotto ogni punto di vista. Cameron si conferma l'Einstein della camera da presa. Comunque si rigiri quest'opera d'arte (non stiamo esagerando, di questo si tratta), l'unico difetto che gli si può trovare è che a un certo punto finisce e si è costretti a tornare a casa. Riassumendo: bellissimo, visionario, coinvolgente, adrenalitico, commovente, colorato, dettagliato, mastodontico e...ci fermiamo, si potrebbe continuare per tre pagine di seguito...
Commenti (2)
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"Affascinante", questo è il termine che trovo più appropriato per questo film.
Mi ha decisamente conquistata con i suoi scenari ed i meravigliosi colori...è stato come essere catapultata per qualche ora in un mondo immaginario che supera ogni fantasia!
E poi, con tutto quello che succede nel mondo, un messaggio ambientale ed un esempio di "amore per la propria Madre Terra" non guasta!