| La schiavitu' - una piaga fin troppo moderna |
| Scritto da Noretta82 |
| Giovedì 18 Febbraio 2010 14:10 |
Quando si parla di condizioni di vita e di traguardi raggiunti ci verrebbe da essere fieri di quello che siamo. Abbiamo una casa, cibo a volontà e quando ci va ci concediamo qualche lusso come ad esempio
la vacanza estiva ormai un “must” (magari non abbiamo soldi per comprarci il pane, ma non rinunciamo alla vacanza). Se siamo fortunati e abbiamo un lavoro redditizio non ci accontentiamo e vogliamo guadagnare ancora di più, se abbiamo un’ impresa perché pagare troppo la manodopera in Italia? Andiamocene a lavorare le materie prime in Paesi in via di sviluppo; lì potremo sfruttare la gente locale con salari irrisori anche 18 ore al giorno, se sono fortunati. Il tutto pare così normale e usuale ai nostri tempi e invece dovremmo rabbrividire al pensiero di quello che siamo diventati. Sapete come si definisce questo concetto? Schiavitù moderna. Lo sfruttamento sul lavoro è solo una delle forme di schiavitù, indubbiamente la più E’cambiato ben poco dal 1863, quando Abraham Lincoln (con la Proclamazione dell’Emancipazione) diede il via alla liberazione degli schiavi in America e alla modifica del tredicesimo e quattordicesimo emendamento della costituzione, abolendo la schiavitù e dando anche agli schiavi dei diritti civili. Oggi esistono circa 27 milioni di persone sotto schiavitù. Nel continente asiatico con pochi euro (non più di 5) è possibile comprare una ragazzina minorenne con un “contratto” a vita come schiava tuttofare; oppure un ragazzo da impiegare nei lavori più duri e disumani, come ad esempio spaccare le pietre. Vari sono i tipi di schiavitù ancora presenti nel mondo. C’è la Schiavitù di Possesso, la forma forse più antica, quella esistita da sempre nelle epoche storiche quando lo schiavo rimaneva tale per tutta la vita senza potersi mai riscattare. E’ ancora molto diffusa in Sudan, dove lo schiavo appartiene al padrone e se mai dovesse avere figli anche loro saranno obbligati a prestargli servizio. Nel Sud Est Asiatico troviamo la Schiavitù da Debito, indubbiamente la più comune. Un individuo presta la sua manodopera in cambio di denaro e fin qui nulla di strano; il marcio subentra quando ci si rende conto che la loro vita sarà condannata al riscatto del debito, che naturalmente non potrà mai avvenire visto che gli interessi sulla restituzione delle rate sono di troppo gonfiati. Si creerà un circolo vizioso che porterà il debito di generazione in generazione.
Infine citiamo la Schiavitù di Guerra. In Birmania il Governo cattura i civili rendendoli schiavi dello Stato da impiegare nella costruzione di opere pubbliche. Così il Paese cresce dal punto di vista delle infrastrutture e le tasche di chi governa si arricchiscono. Amnesty International insieme alle Nazioni Unite stanno cercando di ridare dei diritti a questa povera gente la cui libertà è schiacciata da un padrone disonesto. Non c’è nulla di più insignificante di una vita in cui ti ritrovi ad essere solamente un burattino che non ha alcun potere decisionale. L’annullamento della persona si ottiene proprio così, togliendogli quella libertà che abbiamo ottenuto con tanti sacrifici e che ci tocca di diritto. Non vantiamoci dunque di ciò che siamo diventati e non diciamo di essere liberi, perché dove c’è la povertà c’è anche la frode e la violenza da parte di chi ha più potere. Non crediamoci bravi se siamo arrivati ad arricchirci e per farlo abbiamo sfruttato, sottopagandoli, bambini e donne. Non sentiamoci “veri uomini” solo perché abbiamo soddisfatto i nostri desideri sessuali facendo sesso con una donna costretta a fare la prostituta da ingannevoli sfruttatori. Non sentiamoci superiori agli altri se a casa abbiamo una colf che ci fa di tutto e la paghiamo una miseria. Anche loro sono persone che meritano una vita degna di essere chiamata tale. Non potremo mai considerarci “paesi civilizzati” finchè esistono ancora questi problemi sociali; se dovesse capitare che qualcuno vi chieda se siete soddisfatti di quella che è la nostra società, prima di rispondere riflettiamoci bene un attimo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Abramo_Lincoln
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.345760a481530d628e86/P/BLOB:ID%3D60.
http://www.un.org/en/ (nazioni unite sito)
http://www.iabolish.org/slavery_today/primer/types.html (Vari tipi di schiavitù)
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Quando si parla di condizioni di vita e di traguardi raggiunti ci verrebbe da essere fieri di quello che siamo. Abbiamo una casa, cibo a volontà e quando ci va ci concediamo qualche lusso come ad esempio
la vacanza estiva ormai un “must” (magari non abbiamo soldi per comprarci il pane, ma non rinunciamo alla vacanza). Se siamo fortunati e abbiamo un lavoro redditizio non ci accontentiamo e vogliamo guadagnare ancora di più, se abbiamo un’ impresa perché pagare troppo la manodopera in Italia? Andiamocene a lavorare le materie prime in Paesi in via di sviluppo; lì potremo sfruttare la gente locale con salari irrisori anche 18 ore al giorno, se sono fortunati. Il tutto pare così normale e usuale ai nostri tempi e invece dovremmo rabbrividire al pensiero di quello che siamo diventati. Sapete come si definisce questo concetto? Schiavitù moderna.
diffusa.
La Schiavitù Contrattualizzata è forse la più subdola perché prevede un contratto di lavoro che verrà in poco tempo negato; se solo lo schiavo prova a scappare o a manifestare il suo scontento subentra la violenza non solo fisica, ma anche psicologica. Naturalmente non ci sarà alcun tipo di retribuzione. La prostituzione di donne e bambine, soprattutto nell’ Est Europa, può rientrare in questo tipo sfruttamento.