| Louisiana, il disastro ambientale minaccia gli Usa...e il mondo |
| Scritto da Noretta82 |
| Domenica 02 Maggio 2010 10:06 |
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è il fatto che non si riesca ad arginare la “marea nera” che ha ormai coperto 1500 chilometri quadrati di superficie marina. I danni alla flora e alla fauna sono incalcolabili e come sempre è la mano dell’uomo la responsabile. Il tutto ha costretto gli Stati Uniti a riaprire nuovamente il capitolo “Energie Pulite” ed anche coloro che fino a pochi giorni prima avevano appoggiato la politica energetica di Obama, iniziano a chiedersi se sia il caso di continuare ad investire sul petrolio e se l’ipotesi “nucleare” può davvero rappresentare una svolta positiva per l’economia americana. Molti senatori sono rimasti perplessi di fronte all’accaduto: si può continuare a trivellare alla ricerca di petrolio e gas off-shore se poi di fronte a tali incidenti ogni sicurezza viene meno? Ricordiamo che dieci operai della piattaforma petrolifera sono ancora dispersi e si sospetta siano morti durante l’esplosione. L’impatto ambientale poi non ha precedenti e richiederà almeno 50 anni per essere almeno in parte riassorbito. Eppure l’impianto petrolifero a detta dei costruttori era nuovo, pulito, in teoria senza tare. Non vi sembrano parole già sentite? E’ quello che continuano ad inculcarci ogni giorno per farci credere che il nucleare sia la nostra unica ancora di salvezza di fronte ad un’economia che fa difficoltà a ripartire; ci dicono che gli impianti saranno di nuova generazione, con alti margini di sicurezza…anche le navi che trasportano petrolio sono collaudate eppure quante volte sentiamo di perdite di petrolio nei nostri Oceani? Chi non ricorda quei poveri uccelli Davvero dobbiamo ancora assistere alla visione di tali scenari? Eppure le tecnologie ci sono per creare energia pulita: per quanto concerne gli idrocarburi ne sono state trovate tante di alternative, basti pensare all’idrogeno come carburante per le nostre autovetture. Escludendo dal futuro il nucleare (considerando che alcuni paesi a “rischio bomba atomica” non potranno neanche volendo dotarsene) e il petrolio (che nel giro di anni si esaurirà) rimangono l’energia eolica e solare, che però anch’esse presentano dei costi e limiti di resa (ad ogni modo mai paragonabili a quelli degli idrocarburi, molto più dispendiosi). Da diversi anni nuove tecnologie stanno venendo fuori; tra le tante una è stata progettata da Google e sfrutterebbe il calore della terra; è chiamato Enhanced Geothermal Systems (immagine a destra) Vedremo nel prossimo futuro se il disastro della Louisiana porterà qualcosa di buono, magari qualche riflessione in più sul da farsi e su quale sia la strada da intraprendere riguardo le energie pulite. Di certo il tema sicurezza non potrà più essere sottovalutato da nessuno.
Per approfondire:
http://www.nytimes.com/2010/04/28/us/politics/28drill.html?hpw (Dubbi dagli Usa sulla politica Obama)
(Disastri legati alle petroliere)
http://titolando.wordpress.com/2008/08/20/energia-abbiamo-trovato-lalternativa-al-petrolio/ (Ehnanced Geothermal System)
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Viene descritta dagli esperti come una delle catastrofi più dannose dell’ultimo secolo. In Louisiana un impianto di estrazione petrolifera ha subito un guasto alle valvole e alle tubature e il petrolio a causa della forte corrente si sta espandendo con velocità inaspettata verso le coste del Golfo del Mexico; ciò che più spaventa...
intrappolati nell’immensa marea nera durante la Guerra del Golfo dell’83? Anche in Alaska una petroliera statunitense, la Exxson Valdez, si incagliò al largo provocando la morte di 580.000 uccelli marini, 5.000 nutrie, 30 foche, 11 balene grigie e 14 leoni marini; nel ‘97 in Liguria la petroliera cipriota Haven esplose perdendo tutto il suo carico in mare mentre nel ‘96 stesso scenario in Galles e sarebbero ancora tanti gli esempi da portare per arrivare ai giorni nostri.
e consiste nello scendere di alcuni chilometri in profondità fino ad arrivare alla rocce più roventi del sottosuolo e a quel punto si verserebbe dell’acqua su di esse creando una grossa quantità di vapore. In questo modo potremmo sfruttare il vapore come fonte di energia, essendo quest’ultimo non solo potente, ma anche inesauribile.