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Deforestazione Zero, perché un buon libro rispetta la natura
Scritto da Claudio Schirru   
Lunedì 17 Maggio 2010 11:51
Libro con pagine al ventoQuando ci rechiamo in libreria a scegliere un buon libro da leggere non dobbiamo sottovalutare una cosa: il concetto di “buon” libro. Perché un volume rispetti questo requisito può dipendere non solo dal suo contenuto...

ma anche e soprattutto dalla sua sostanza. Secondo una classifica promossa da Greenpeace nell'ambito della Campagna "Deforestazione Zero" e presentata presso il Salone del Libro di Torino, una percentuale purtroppo alta di case editrici non tiene in adeguato conto la deforestazione che la produzione di testi comporta.Gorilla con Greenpeace

Questa classifica, detta “Salvaforeste”, pone di fronte al fatto che l’Italia è il più importante cliente europeo della APP (Asia Pulp and Paper), azienda produttrice di carta e maggiore responsabile della deforestazione delle foreste di Sumatra e di conseguenza del rischio estinzione degli oranghi indonesiani.

In risposta a quella che rappresenta una vera e propria emergenza ambientale, alcune case editrici hanno risposto in maniera positiva e lungimirante, ricorrendo ad altissime percentuali di carta riciclata per la produzione dei loro volumi; altre purtroppo non hanno risposto altrettanto positivamente, mentre altre addirittura hanno dimostrato totale disinteresse per il problema.

E’ qui che possiamo entrare in gioco noi consumatori, orientando scelte e mercato ed influenzando così le decisioni delle grandi compagnie.

Il 18% delle case editrici ha dichiarato di utilizzare soltanto carta sostenibile, dimostrandosi in questo modo “Amici delle Foreste” e degni delle nostre letture; tra Segni della deforestazioneloro Bompiani, Fandango, Hacca, Gaffi, Dindi, Foglio Clandestino, Il Rovescio, Lonely Planet, Prospettiva, Edizioni Ambiente e La Coccinella. Tra i cattivi purtroppo ci sono i detentori di più del 4% del mercato librario italiano, il gruppo Feltrinelli: non hanno dimostrato alcun interesse per l’argomento, non fornendo alcuna informazione riguardo ai materiali utilizzati e rifiutando ogni dialogo. A metà strada troviamo gruppi come Mondadori, RCS Libri, Giunti, De Agostini, Adelphi e Garzanti (tanto per citare alcuni tra i più noti), che hanno fornito senza problemi dati inerenti il loro utilizzo di carta, salvo però dimostrare un comportamento non attento al rispetto ambientale: il loro utilizzo di carta riciclata è molto basso, quando non assente, e l’impiego di carta sostenibile è al pari di quella riciclata piuttosto insoddisfacente.

La classifica completa è disponibile sul sito di Greenpeace dedicato alla campagna “Deforestazione Zero”; da noi di ZonaLibera lo stesso consiglio di Greepeace: scegliere le edizioni “Amiche delle Foreste” è un aiuto concreto nella lotta per salvare le Foreste Pluviali e gli Oranghi indonesiani, un’iniziativa che non deve essere sottovalutata.

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